giovedì 29 settembre 2011

Le foto a seguire, intanto i dettagli: zona rossa

Ho vissuto immersa in una Zurigo spettacolare,in questi giorni.
Solo che un albergo nella zona rossa, nella "zona della città scomposta e non ordinata e perfetta" vuol dire un albergo simpatico e a prezzo affrontabile ma anche una connessione ballerina. Adesso, ad esempio, sto scrivendo accanto alla porta. Se mi sposto, se porto il portatile sulla scrivania o sul letto, questo strano wifi salta.
Sarà che è il quarto piano.
Sarà che è una mansarda
Si scrive bene quì. Ci rimarrei qualche giorno in più ma non posso, devo tornare presto però per vedere delle cose negli archivi. Sotto è un pub, normale, la stanza ha una vasca da bagno, la scrivania, la televisione.
Si sta bene. Certo non sono i prezzi della Francia. Ma è Zurigo, è diverso.
Chiamarla "zona rossa" alla fine è una convenzione. Ci vogliono dieci minuti d'autobus, anche meno, per arrivare alla HB, la stazione centrale, alle strade eleganti e alla mia amatissima Niederdorf, la città vecchia, ricca di sorprese.
Ve l'ho raccontato che c'è un frigo, in questo albergo, che, secondo alcuni, potrebbe essere considerato "malfamato"? Prima di rientrare ho comperato macedonia, cioccolata, coca light e ieri sera è stata la mia cena. Poi sono uscita con alcune persone che dovevo incontrare. E' caldo a Zurigo e ci sono ancora tutti i dehor. La zona rossa è sempre viva, pulsa come un cuore, è un cuore, un cuore smagliato, un cuore affaticato, un cuore bello, "rosso" sul serio, ecco. Si può mangiare a tutte le ore qui. Certo,se sei una donna sola ti guardano, ma basta essere gentili, parlare in inglese. E poi ci sono sorprese nella zona rossa.
Le racconterò insieme alle foto che ho fatto. Appena avrò una connessione non in bilico.

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