mercoledì 2 giugno 2010

Intorno a Francis Bacon



Di Sabrina Campolongo

È una tana, questo studio, è l’antro di uno stregone, è la soffitta o il capanno degli attrezzi, o l’armadio dove ci siamo nascosti da bambini, respirando i nostri odori, sentendo salire la pelle d’oca sulla schiena solo per il fatto di avere chiuso una porta tra noi e il mondo degli adulti.

È un luogo segreto, è un budello, è il luogo della creazione, è un luogo di terribile bellezza.







Io qui come uno sputo in faccia, ancora, con le mie guance lucide di belletto, io ricordato, adorato, derubato, fiammeggiante, la mia spazzatura accuratamente raccolta e catalogata, il mio sudiciume, tu solo la tua verga, la tua rabbia, il polso dei tuoi stallieri, tu niente, come la polvere nella quale volevi sprofondarmi.



Io qui ancora a straziare il tuo riposo, a ricordarti che non è che un orgasmo gridato sopra l’orrore, la Bellezza

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