mercoledì 5 maggio 2010

Diario da Berlino 6



di Sotera Fornaro

Allora mi sono venuti a prendere, botte sulla testa. «Resta qui in piedi» – hanno detto.

«Peter, pensa alla tua famiglia. Se oggi confessi che sei una spia,

non sarai fucilato.»

«Come vuoi.» (rumore di armi che vengono caricate). E io stavo lì in piedi.

«Era solo una prova. (risate) Confessi?»

«No.»

«Come vuoi.» (rumore di armi che vengono caricate)

Allora sono svenuto. Mi sono venute a mancare le gambe.

(Peter S. 1951)
Quello che interrogava mi stava raccontando qualcosa, e poi improvvisamente mi disse:

«Fai attenzione. Io ho finito.

E se proprio non lo capisci, se non confessi, lo sai cosa accade

a gente come te?

Guarda che questo non è un gioco da bambini. Ti tagliamo la testa.

La tua piccola testolina rotola giù, zak.»

Così sono diventato un nemico degli uomini.

(Peter B., 1955)
E può sembrare surreale, ma se non ci si lascia andare

persino in carcere, tra le sbarre, si può essere un uomo libero.

E’ importante prendere seriamente gli interrogatori, ad esempio.

Stare al gioco della loro assurdità.

Uno mi chiese: «Allora, se Lei è un cristiano, ho una domanda.

Lei deve essere un perfetto idiota per credere che Cristo ha camminato sull’acqua.»

Risposi:«Lei ha un’idea materialistica del mondo,

e perciò converrà con me che tutte le leggi naturali seguono regole statistiche.

Se io faccio cadere una pietra, cade verso il basso.

Ma se io sono uno scienzato, devo poter credere,

che anche una sola tra un bilione di pietre possa cadere verso l’alto.

Se non riesco a pensarlo, non sono uno scienzato».

(1961, Christian W.)

Mi accolse una luce accecante.

Il silenzio assoluto.

Non sentivo assolutamente niente, ma niente di niente.

Si dice che quando arriva una luce così,

si sta vivendo un’esperienza vicina alla morte.

(1968, Bob W.)

STRALCI DALLE TESTIMONIANZE DI PRIGIONIERI DEL CARCERE DELLA STASI A POTSDAM, LINDENSTRASSE 54, OGGI MONUMENTO ALLA MEMORIA. LE LORO VOCI SI POSSONO ASCOLTARE NELLA INSTALLAZIONE VIDEO DI STEFAN ROLOFF, “LINDENHOTEL”, SINO AL 6 GIUGNO 2010.
(Alcune opere di Stefan Roloff qui )

1 commento:

  1. ....agghiacciante....semplicemente agghiaciante....

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