lunedì 30 novembre 2009

Suggestioni di Budapest




"Budapest è fatta di microcosmi che devo riuscire a inquadrare. Budapest è un mosaico screziato, un mistero. Non è difficile percepire il passato, entrare nel grumo segreto di una storia, di una città, dei suoi cambiamenti: si tratta di cose grandi e di cose piccine che si possono quasi indovinare. O con cui si può giocare, è concesso. Questa è una città molto mista, anche malinconica e mesta a tratti, ma mista per caratteristiche naturali, colori, quantità indefinita di tipi umani, dallo slovacco al rumeno, dall'ebreo all'ungherese, dal sassone all'italiano, ce ne siamo accorti subito,siamo qui da ieri sera, singolare no? O forse non tanto. Prima volta all'Est, stupore borghese e scontato, insieme ai bagagli abbiamo trasportato la consueta massa morta e in putrefazione di luoghi comuni? Forse... Mi sono svegliata sentendola circolare dentro, Budapest, la nuova droga liquida per occidentali appesantiti, come se mi avessero fatto un'endovena durante lo strano sogno composto e stratificato, ora si è aggiunto il vino e questo pop assordante, rapsodia di sottofondo a un discorso in attesa che deve rimanere silenzio. Indossa anime intercambiabili e altre dall'armatura di pietra, questa città, indossa pelli delicate, ruvide, di velluto, di lana, d'organza, come si indossano abiti per il matrimonio del migliore amico provandoli in successione nel camerino di una boutique pretenziosa. Si fa la sfilata davanti alla madre o a un amante e si aspetta il via libera su qualcuno dei vestiti esibiti..Ha sfilato e hanno sfilato a Budapest,se così si può dire, se sfilare è parola adeguata all'idea, le varie anime, i vari dolori, gli uomini e le donne mai tornate, le persone passate e rimaste, i deportati e gli intellettuali, gli investitori e i derelitti, gli zingari e i reietti, in sequenza..le anime hanno diffuso scie, dissodato sentieri. Invogliato a personalissime cacce al tesoro. Maestosità e regime, paura e letteratura...storie di partenze silenziose e tristi, storie di esilio e di ritorni, quanti ritorni negli ultimi tempi.."

Da Kaddish profano per il corpo perduto, di Francesca Mazzucato, Azimut 2008. Romanzo ambientato a Budapest e dedicato all'opera straordinaria del premio Nobel Imre Kertész

1 commento:

  1. ho sfiorato solo budapest, ma la città mi ha restituito questa impressione di frammentarietà fascinosa, di mescolanza di piccoli mondi

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