domenica 23 settembre 2012

Sull'amare i luoghi

Nel numero di settembre del mensile Infly,questo contributo sull'amore per i luoghi,le città,le magie,le risposte. Segnalata la nuova Romanza di Zurigo e il tumblr dedicato.Queste *parole sullo spazio urbano* sono da sempre le caratteristiche della collana Cahier di viaggio e Petit Cahier di viaggio di Historica edizioni.


venerdì 3 agosto 2012

La Romanza nuova versione e il Tumblr dedicato.

Zurigo vista con gli occhi eretici di una scrittrice che, quasi per caso, decide con un amico,di andare a rendere omaggio alla tomba di James Joyce accompagnata da fantasmi e da consuete ossessioni che spera di potersi scrollare dalle dita cariche di quella predestinazione- dannazione che è, appunto, la scrittura. Lei lo sa, e per cercare un parziale sollievo viaggia, viaggia continuamente, senza sosta, senza pace, senza respiro e si innamora di una città inusuale, considerata austera, associata a colori grigi, a giornate calme, al fiume e al lago.Qui parte il cuore del cahier, Zurigo, viva e carnale, Zurigo narrata per brevi, fulminanti mosaici, nei quali la città si fa scenografia, causa, pretesto, protagonista, occhio spione, fondale di cartone e beffarda spettatrice, Zurigo conturbante, liquida e ordinata, che testimonia e partecipa ad umanissime vicende, amori disperati, nostalgie che emergono come un rigurgito da ricacciare indietro, Zurigo che allarga le braccia a personaggi impensabili, quelli che popolano il mondo parallelo in cui la protagonista- narratrice ambienta la vicenda, passando, con un montaggio ora calibrato, ora volutamente slabbrato, da un piano all’altro riuscendo spesso a stupire il lettore. Zurigo, infine, dove avviene l'incontro con Andrea, l'uomo “senza scampo”che sbriciola i “fantasmi di ieri”, che lei sogna di “sposare d'inverno”. Zurigo, dove la scrittrice passa da momenti di intimità potente, vissuta in penombra, quando permette al piacere di affondare nella sua carne come mai le era capitato, a malinconie e stupori: Così, della città, conosce oltre alla bellezza austera e mozzafiato, anche l'implacabilità che non fa sconti. C’è, in queste pagine che avvicinano chi legge alla città elvetica con uno stile impastato di prosa poetica, precisione narrativa, interpolazioni e dramma psicologico, l’ombra di un amore non ricambiato, prima, e di un amore reale, di dolorosa urgenza, dopo, c'è la necessità del corpo di lasciare che il luogo si scriva da solo sui suoi anfratti più segreti, ci sono aneddoti e sorprese, insieme ai numi tutelari che non abbandonano mai la protagonista nel suo inquieto vagabondare: Joyce, appunto, Annemarie Schwarzembrach, Canetti, Chagall,, Giacometti. C'è il grande architetto Santiago Calatrava, il pittore Valentin Lustig, c'è l'hotel-quasi casa, c'è il quartiere 4, dove Zurigo si trasforma in una “Svizzera meno Svizzera”. E la Limmat, la grande e maestosa stazione- rifugio, il Cabaret Voltaire, i cigni, le vetrate invase dal sole, un caleidoscopio di luoghi feticcio presenti fra le pagine, gli spazi, le righe. Un taccuino che potrebbe somigliare a un’antica lettera d’amore, un carnet di viaggio interiore, un lungo percorso di passioni, occasioni perdute, dolori narrati, sussurrati, dipinti, urlati. Zurigo prende vita, insieme a tutta la bellezza delle lacrime quando sono per troppo amore, insieme alla sensualità delle perle, alle carezze necessarie, alle notti che fermano il tempo, alla fragilità, al sorriso obliquo di un uomo che resta in bilico fino alla fine , e a tutte le altre segretissime piccole e grandi cose che solo ad una città amata si possono svelare.


Esiste un tumblr -emagazine, che parte da questo libro, nella sua edizione cartacea, fino ad arrivare a questa, e vuole essere un contenitore, un work in progress di scritture, visioni, musiche e suggestioni su Zurigo, città dove l'idea dei cahier di viaggio è nata, città ispiratrice, controversa e complessa sotto tanti aspetti.
L'ebook della Romanza con appendice aggiornata 2012 sta riscontrando gradimento e riscontri molto importanti, entrando in molte classifiche.

Torino è un riccio. di Andrea Malabaila.

TORINO E’ UN RICCIO di Andrea Malabaila 2012 5,00 € Torino è un riccio. Sta chiusa in se stessa, non dà confidenza, appena ti avvicini troppo tira fuori gli aculei. Eppure ti affascina e per lei corri volentieri il rischio di essere punto. Ci provi, ci riprovi, tenti di addomesticarla e ogni giorno ti avvicini un po’ di più a lei. Fai prima tu a diventare suo, che lei a diventare tua.

Pinnando, la storia della collana e non solo.

Il Board su Pinterest dedicato ai Cahier. Lo trovate qui. Faremo, presto un account tutto dedicato alla collana, ma questo è un inizio e chi di voi è già su Pinterest e ha voglia di collaborare, o ha idee per utilizzare questo social network in rapida ascesa, colorato, utile, bello per promuovere e offrire il mosaico della collana, può lasciare un messaggio o scriverci.

mercoledì 25 luglio 2012

Romanza di Zurigo.L'ebook

On line da ieri,la versione della Romanza con appendice aggiornata e nuova veste grafica ha ottenuto subito un gradimento notevole.Una soddisfazione e una bella sorpresa,per tutta la collana dei Cahier.


martedì 24 aprile 2012

Appendice quasi pronta

Nuova edizione cartacea e digitale di Romanza di Zurigo. Riveduta e ampliata con ricca appendice 2012. In arrivo.Uscita prevista prima dell'estate


sabato 18 febbraio 2012

I Cahier, le "case" dove le storie di viaggio possono abitare.

Promozione digitale, vuol dire fare il meglio per rendere le "case" dei cahier, e non solo, le più belle e accoglienti, ogni consiglio sarà gradito. Intanto, questa collana di edizioni Historica, in tutte le sue manifestazioni cartacee, fotografiche, multimediali, esiste da quattro anni. C'è e ci sarà bisogno dei vostri commenti, dei vostri suggerimenti, dei vostri consigli. Se avete reportage, video o foto dra proporre, la mail la trovate sul biglietto.

Per Ermina, per tutti gli espatriati

Zurigo, Piazza Cella

La città sulla Limmat inaugura il primo toponimo in lingua italiana e lo dedica a due figure storiche della Società Cooperativa, che il 18 marzo entra nel suo 105° anno di attività.
di Andrea Ermano
Si è svolta a Zurigo il 9 marzo scorso l'inaugurazione della "Piazza Cella", con scopertura della targa toponomastica (primo toponimo in lingua italiana in città), un bel discorso della municipale socialista zurighese Esther Maurer e la lettura di alcuni passaggi tratti da "Nonna Adele - Das Damoklesschwert" da parte dell'attore Francesco Fiordeponti (nella foto qui sotto: la targa toponomastica).
Ecco la dicitura:
Piazza Cella 
Erminia Cella (1888-1959) 
Wirtin im Restaurant "Cooperativo" (1935-1952), 
damals Treffpunkt der antifaschistischen 
italienischen Emigration und Mutter von 
Ettore Cella (1913-2004), 
Schauspieler und Regisseur.
In italiano: <>
Alla cerimonia erano presenti una quarantina di persone, altre ad alcuni funzionari dell'amministrazione cittadina al seguito di Esther Maurer. Per la famiglia di Ettore c'era il suo compagno di una vita, Richard Lenggenhager, per la società Cooperativa hanno presenziato Amilcare Biagini (decano dei soci cooperatori e figlio del compagno co-fondatore Alessandro Biagini), il presidente emerito Sandro Simonitto e chi scrive.
  
Il problema della denominazione dello spazio urbano era stato posto da un comitato di abitanti  del quartiere, che chiedevano di battezzare il luogo "Piazza Angelo", dopo che un portinaio di nome Angelo era stato ucciso in quel luogo un anno fa.
L'amministrazione non ha ritenuto che quella denominazione fosse del tutto rispondente ai requisiti regolamentari e di legge, decidendo che il luogo venisse dedicato a Erminia ed Ettore Cella, in segno di riconoscenza nei riguardi di tutta la comunità italiana.
  
Crediamo di interpretare il comune sentire diffuso nelle nostre fila estendendo tale riconoscimento a tutte le altre comunità di lavoratori emigrati. Lo facciamo in quello spirito di fratellanza internazionalista che da sempre contraddistingue i socialisti e che ci pare più attuale che mai oggi, in un'epoca a forte vocazione cosmopolita.

lunedì 13 febbraio 2012

Trieste e le sue varianti. Giusto per iniziare.

Trieste e le sue varianti. Trieste e le sue scontate infinite magnifiche retoriche, le ferite, lo stordimento, il carico di passato, le celebrazioni, la Risiera. Trieste e la letteratura.


..e Joyce che scrisse a Nora, che la sua anima era lì anche se lui era esule ed errante e sarebbe ancora stato fra Parigi, Zurigo,e chissà dove postulante ed errante. Trieste e una strada per conoscerla In arrivo fra un po' di tempo, come libro nella collana cahier, a cui sta lavorando Sabrina Campolongo. E in arrivo qui, a tratti, a frammenti, a piccoli assaggi, esplorazioni multimediali, com'è questa collana, com'è questo spazio ibrido.
Per video, derive emotive narrate. Dove e con che mezzo, su quale supporto, si sa che in fondo è irrilevante. O quasi.



martedì 4 ottobre 2011

Caleidoscopio Zurighese






Eccola,ancora, questa città ed io ancora a girare e a lasciarmi ammutolire da tutto quello che ho tralasciato, da tutto quello che devo ancora scoprire
Amo questa città
Per la sua asprezza, per le sue tenerezza, per i negozi sorprendenti di Niederdorf, vere "botteghe opere d'arte", per il "mio" cigno, per la sua carezza fluviale, per tutte le nostalgie del passato e per tutte le promesse
Non le avrei dedicato questo


e tutto quello che è arrivato dopo, che c'è ora, in questo momento, le sorprese future, le palpitazioni,i desideri, i dolori, i passaggi rapidi e quelli perfetti

No, non l'avrei fatto.
E' un luogo ispirante, fatidico, cruciale

venerdì 30 settembre 2011

Non restare indenni

Non lo ero, non lo sono. Peter Stamm, un eccellente scrittore di qui, con cui ho avuto un piacevole contatto, scrive, proprio all'inizio del suo libro più noto in Italia "Agnes":" Agnes è morta. L'ha uccisa un racconto. Di lei non mi è rimasto nulla, se non questo racconto".
Anche per me c'è qualcosa di simile. Che è morto nel senso del lutto che provoca la fine e non mi è rimasto altro

Questo libro uscirà fra oltre un mese e questa era una versione beta, diciamo, che ho portato qui ad alcune persone. Mi sono stati concessi alcuni incontri davvero indimenticabili. Dei quali parlerò più diffusamente, con calma.

Questo libro avrà un'appendice, nata in questi giorni, per una serie di eventi. Di quelli che sono "improvviso" ma fuori tempo, di quelli che scalfiscono il cuore perché il tempo e il ritmo della vita, procedono inesorabili e la moviola non ci è data. Non sempre. Solo qualche volta. Ci è data la possibilità di raccontare. A volte in diretta, come ora, una tachicardia fortissma, un senso di mancanza, la necessità di un po' di diazepam, le ferite. Ma anche la bellezza di strade scoperte meglio, i dettagli del Film Festival, una libreria. E anche sapere che a Zurigo ho un amico. Una bella persona per bene che ha tenuto da conto il mio desiderio, per questo libro, e mi ha aiutato. Ma di questo riparlerò
Ci sarà il momento. E le foto, sono davvero tante.


wifi da starbucks, dopo la registrazione: quasi magia





Ed ecco finalmente qualche immagine. Mi pare quasi una magia, eppure qui, da Starbucks la connessione è gratuita e disponibile. Ma ieri non avevo il computer con me. Avevo solo un taccuino-cahier che ho comperato a Parigi agli inizi di settembre che ho riempito di note, tanto da finire tutte e due le penne che avevo. Non mi capitava da tanto tempo. Stamattina, in un kiosk ho comperato del cioccolato e ho chiesto delle biro. Me ne ha regalate tre, il ragazzo, con un sorriso, dicendo che tanto anche a lui le regalavano. Di certo, dopo continuerò ad usarle. Mi piace riempire il taccuino a pagine bianche ma avevo promesso aggiornamenti in tempo reale, ci tenevo molto. Queste sono foto prese dal punto che più amo della Limmat. Dove passa il mio cigno, che non ha mancato, neanche stavolta. Dove, a volte, il fiume ha ricevuto le mie lacrime, le mie parole sussurrate, o solo il mio sguardo. Zurigo è un tutto con questo suo sbocco d'acqua, composto da due fiumi e dal lago.
Anche Joyce, quando visse qui, amava gli argini, le confluenze.

giovedì 29 settembre 2011

Mattina presto, e un piccolo dolore

Mi sono sempre svegliata presto la mattina, in questi giorni, qui a Zurigo. Un sussulto, un movimento improvviso ed eccomi in piedi. Ieri, ho trascorso fuori quasi otto ore. Sono esterni sempre perfetti. La gente corre, lavora, si affanna. Io no. Qui non esiste quell'abitudine alla passeggiata senza meta. Di solito c'è una meta. Ho girato per Niederdorf, per gli atelier di artisti visivi, di musicisti, ho scoperto negozi strani, folli, affascinanti, luoghi che non conoscevo e di cui scriverlò più dettagliatamente. Ho parlato con una signora che fa affollati corsi di ceramica, con un liutaio. Una certa zona di Niederdorf,la città vecchia, è una continua sorpresa. Non credevo. E poi sono stata alla libreria francese E italiana e io credevo fosse il posto che cercavo, quella "Libreria Italiana di Zurigo" di cui avevo tanto sentito parlare, dove mi aspettavano. Inveve no, mi sbagliavo, e quanto. Ma per raccontare la libreria ci vuole un capitolo a parte, con la foto e tutto il carico di emozione. E' necessario. Ci sono altre belle librerie qui a Zurigo. Di solito compro qualche libro francese. Ho trovato una scrittrice che mi piace molto, la Ernaux, e, comprandola, mi sono sentita bene, la storia mi somigliava. Ieri sera avrei iniziato a leggere, ma mi sono addormentata, esausta,in questa mansarda della zona "scomposta e viva". Anche il giorno prima mi sono alzata con un sussulto,all'improvviso. Qui, tutto comincia alle otto la gente è già in ufficio, pranzano presto e cenano presto. Poi, essendo la più aperta e metropolitana delle città svizzere, si può fare tutto a qualsiasi ora,naturalmente. In questi risvegli mi avvolgono immagini stratificate, il passato, tanto passato, trascorso qui, la prima volta che arrivai, scoprendo questa città per via della tomba di James Joyce e Canetti, e il non riuscire più a lasciarla, poi, il tornarci, forsennato di certi periodi, qualche stacco, ma un viscerale bisogno di sentirla mia. E so che un po' lo è, ormai.Che lo è stata in tanti modi diverso. Le ho dedicato la "Romanza di Zurigo", il cahier che ha inaugurato la collana, ho ambientato qui il mio prossimo romanzo "Lo Svizzero.Ispirato ad una storia vera", e ho un progetto un'altra storia, una storia dove la Limmat, che ieri ho tanto fotografato, ha un posto importante. Quindi eccomi sveglia.
A masticare il congedo. Che avverrà solo a metà pomeriggio.
A lasciare che le nebbie del sonno si diradino guardando dalla finestra piccole inquadrature di quasta mia città, parziale rifugio, luogo di memorie dolorose, bellissma distesa di acqua e silenzi. A ricordare i luoghi, qui, come il Terrace bar,dove sono tornata, che sono riuscita a fotografare. Una raccoglitrice di "carezze necessarie" abbandonate.Sono stata anche questo.
Il piccolo dolore è dentro di me, e si fa sentire come un morso, al risveglio, oggi.

Le foto a seguire, intanto i dettagli: zona rossa

Ho vissuto immersa in una Zurigo spettacolare,in questi giorni.
Solo che un albergo nella zona rossa, nella "zona della città scomposta e non ordinata e perfetta" vuol dire un albergo simpatico e a prezzo affrontabile ma anche una connessione ballerina. Adesso, ad esempio, sto scrivendo accanto alla porta. Se mi sposto, se porto il portatile sulla scrivania o sul letto, questo strano wifi salta.
Sarà che è il quarto piano.
Sarà che è una mansarda
Si scrive bene quì. Ci rimarrei qualche giorno in più ma non posso, devo tornare presto però per vedere delle cose negli archivi. Sotto è un pub, normale, la stanza ha una vasca da bagno, la scrivania, la televisione.
Si sta bene. Certo non sono i prezzi della Francia. Ma è Zurigo, è diverso.
Chiamarla "zona rossa" alla fine è una convenzione. Ci vogliono dieci minuti d'autobus, anche meno, per arrivare alla HB, la stazione centrale, alle strade eleganti e alla mia amatissima Niederdorf, la città vecchia, ricca di sorprese.
Ve l'ho raccontato che c'è un frigo, in questo albergo, che, secondo alcuni, potrebbe essere considerato "malfamato"? Prima di rientrare ho comperato macedonia, cioccolata, coca light e ieri sera è stata la mia cena. Poi sono uscita con alcune persone che dovevo incontrare. E' caldo a Zurigo e ci sono ancora tutti i dehor. La zona rossa è sempre viva, pulsa come un cuore, è un cuore, un cuore smagliato, un cuore affaticato, un cuore bello, "rosso" sul serio, ecco. Si può mangiare a tutte le ore qui. Certo,se sei una donna sola ti guardano, ma basta essere gentili, parlare in inglese. E poi ci sono sorprese nella zona rossa.
Le racconterò insieme alle foto che ho fatto. Appena avrò una connessione non in bilico.